da Informazionescuola.it

di Libero Tassella

Bianchi dopo l’approvazione al Senato, getta la maschera, parla di obbligo di addestramento di 650.000 docenti al digitale.

“In Italia, in 4-5 anni, dobbiamo riaddestrare 650mila insegnanti per andare incontro ad un insegnamento adeguato al futuro digitale e all’interconnessione globale che si è ormai prospettato”, ha detto il ministro a Venezia sabato 25 giugno, come riportato dall’agenzia Ansa. 25.6.2022

Con il DL 36, che sarà convertito in Legge la prossima settimana ci troviamo ad un livello diverso rispetto alla legge 107 del 2015, sia pur in perfetta continuità con essa, con il DL 36 si va verso una radicale trasformazione della professione del docente, del suo modo di lavorare con un addestramento ( detto formazione) continuo rispetto alle sempre rinnovate esigenze del mercato, della produzione e del consumo in primis di quello digitale.
Una scuola programmata dall’alto da un organismo centrale La Scuola di Alta formazione e con un insegnamento che potrei definire format.

I docenti saranno l’appendice delle macchine per educare, i facilitatori degli apprendimenti per competenze e i verificatori delle stesse con un aumento di pratiche certicative e burocratiche.
Aumenteranno a dismisura i test sul tipo dell’Invalsi i rendiconti educativi, le certificazioni, la nuova burocrazia.

La preparazione e la selezione in ingresso articolata in vari step sarà interamente finalizzata a questa tipologia di nuovo insegnante e questo indirizzo dovrà essere praticato già nei percorsi di Laurea.

Inoltre si stabilisce che le retribuzioni saranno sempre più differenziate in base alla formazione come unico strumento di incremento salariale per una quota parte del personale pari al 40%.

Con la politica dei tagli di organico per finanziare la formazione incentivata si afferma che la scuola e il suo personale sono una spesa e non un investimento per il futuro e che la riforne si debbano finanziare con economie interne al sistema scuola , il taglio dell’ organico, la denatalità la riduzione del numero delle classi e questo è paradossale in quanto la riforma si inserisce nel PNRR che avrebbe dovuto investire nel Sistema Scuola.

L’ANP, che appoggia il DL 36 ( si vedano dichiarazioni di Giannelli anche quelle contro lo sciopero del 30 ), l’ Aprea di FI e Gavosto ( Confindustria) avrebbero voluto anche il Middle management nel DL 36, ma a questo si arriverà in seguito, al momento non è stato considerato una priorità da mettere nel PNRR. .

L’83% dei docenti che hanno boicottato lo sciopero del 30 maggio scorsi a tutto ciò è indifferente se non favorevole, il Governo ne ha preso atto, ringrazia, e andrà avanti per la sua strada.