da Repubblica.it

di Ilaria Venturi

Pensano come i compagni di banco italiani, hanno sogni in fondo simili, vogliono viaggiare, molti di loro vivere all'estero, tra Usa e Germania. E rispetto ai coetanei sono più impauriti dalla guerra, ma più affascinati dal futuro. Non sono nati in Italia, ma hanno studiato nelle nostre scuole: 280 mila ragazzi e ragazze che avrebbero diritto alla cittadinanza italiana secondo la proposta presentata in Parlamento sostenuta dal centrosinistra e cioè che hanno frequentato per almeno 5 anni uno o più cicli scolastici.

Lo Ius scholae che infiamma lo scontro politico, con la Lega pronta alle barricate in Aula, ora si sostanzia in un numero per la prima volta calcolato dall'Istat nel suo Rapporto annuale sulla situazione del Paese. Ci sono anche loro ad alzare la mano all'appello nelle classi, ma non ancora cittadini: non sono un milione e nemmeno 800mila come le cifre circolate nel dibattito di queste settimane. Ma ci sono e reclamano un diritto ancora negato.

Il segretario del Pd Enrico Letta è deciso ad andare sino in fondo, lo ha confermato pure all'ultima assemblea di partito, anche se è ancora in bilico la possibilità che la discussione, una volta avviata, possa arrivare al voto alla Camera già la prossima settimana. Intanto la fotografia delle seconde generazioni racconta di oltre un milione di minorenni, al 1° gennaio 2020, nati in Italia da genitori stranieri, il 22,7% dei quali (oltre 228mila) ha acquisito la cittadinanza italiana. Nel complesso sono invece 1,3 milioni i ragazzi stranieri o italiani per acquisizione di cittadinanza e rappresentano il 13% del totale della popolazione under 18 residente in Italia: il nostro futuro demografico.

Considerando i requisiti previsti dalla proposta per lo Ius scholae - essere nati in Italia o essere arrivati prima del compimento dei 12 anni e aver compiuto percorsi di istruzione per 5 anni o essere arrivati alla qualifica professionale - la platea di aventi diritto è stimabile in circa 280 mila ragazzi. Più di un quarto risiede in Lombardia. Il 68% dei potenziali aventi diritto risiede oltre che in Lombardia in altre quattro regioni del Centro-Nord (Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte). Più di un quarto sono di origine romena, seguono i giovani cittadini di Albania (10,1%), Cina (9,6%) e Marocco (9,1%). Interessante vedere come i cinesi adulti abbiano una minore propensione ad acquisire la cittadinanza italiana e di conseguenza i loro figli hanno minori chance di diventare italiani durante la minore età. Diverso, ricorda l'Istat, è il caso di albanesi e marocchini molti dei quali hanno acquisito la cittadinanza nel momento in cui i genitori sono diventati italiani.

Nelle aule scolastiche gli alunni di origine straniera con cittadinanza acquisita sono circa 264 mila e rappresentano il 3% degli alunni nelle primarie, il 3,6% alle medie e il 3,5% alle superiori. In generale ogni 100 ragazzi stranieri a scuola ce ne sono 32 che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Una minoranza, lo sanno bene gli insegnanti. "Le famiglie non hanno la stessa consapevolezza" osserva Costanza Margiotta, voce del comitato Priorità alla scuola, tra i tanti che appoggiano quella che la studiosa di cittadinanza, docente di Filosofia del diritto a Padova, definisce "una battaglia minima di civiltà, anche perché questa riforma rimane comunque una delle più conservatrici rispetto alle molte leggi in Europa".

Nel Paese la spinta è chiara, il 63% degli italiani è favorevole ricorda un sondaggio di ActionAid. La Cei è favorevole, il centrosinistra, da Iv a M5S, è compatto. "Per la destra i diritti arrivano sempre dopo" attacca Emanuele Fiano (Pd). "È una priorità del Paese, va approvato in aula" dichiara Andrea De Maria, dem emiliano. Ed è da Bologna che il sindaco Matteo Lepore ha dato la sveglia con una modifica dello statuto comunale: a 11 mila minori sarà data la cittadinanza onoraria sotto le Torri. Forza Italia rilancia, anche ieri lo ha fatto con Antonio Tajani: 8 anni e non 5 di scuola. Intanto l'Istat ricorda: 4 alunni stranieri su 5 dichiarano di pensare in italiano.