Ti capita mai di aprire una vecchia scatola, ritrovare una moneta d’oro o una placchetta dimenticata e pensare, “Ok, magari è il momento giusto per vendere”? Ecco, prima di fare quella telefonata al primo compro oro, c’è un dettaglio che può cambiare parecchio il risultato finale: non solo il prezzo, ma soprattutto le tasse, specie se parliamo di oro da investimento senza documentazione d’acquisto.
La cifra al grammo sotto cui, oggi, stai regalando valore
Se stai vendendo oro puro 999 (lingotti, monete, placchette), una regola semplice, concreta e difensiva è questa: non accettare meno di 120 €/g.
Perché proprio 120? Perché tra fine gennaio 2026 le quotazioni al grammo dell’oro fisico da investimento oscillano tipicamente in area 118-127 €/g, con possibili picchi oltre. Se ti offrono molto sotto, spesso non è “prudenza dell’operatore”, è uno spread che ti mangia in silenzio una fetta importante del valore.
Attenzione: questa soglia vale per oro da investimento ad alta purezza. Se invece stai valutando gioielli, cambia tutto (perché cambiano titolo, lavorazione e margini). Per orientarti al volo:
| Titolo | Equivalenza (circa) rispetto al 999 | Soglia indicativa se 999 = 120 €/g |
|---|---|---|
| 999 (24k) | 1,00 | 120 €/g |
| 900 (monete) | 0,90 | 108 €/g |
| 750 (18k) | 0,75 | 90 €/g |
Queste sono stime pratiche, poi contano peso, condizioni, eventuale premio numismatico e, soprattutto, la trasparenza della valutazione.
Il punto vero: vendere ora può costarti caro di tasse
Qui arriva la parte che in tanti scoprono troppo tardi. Se possiedi oro da investimento fisico acquistato anni fa o ricevuto in eredità, ma senza fattura o prova fiscale di acquisto, oggi potresti finire in un meccanismo penalizzante: alla vendita può scattare una tassazione del 26% sull’intero valore (oppure, in alcuni calcoli, sul 25% del corrispettivo), perché non riesci a dimostrare il “prezzo di carico” e quindi la reale plusvalenza.
Tradotto in parole semplici: anche se il tuo guadagno vero fosse piccolo, potresti essere tassato come se fosse enorme.
La “finestra” in arrivo: affrancamento agevolato al 12,5% (ma è ancora una proposta)
Nella Manovra 2026 è in discussione parlamentare una proposta che sta facendo drizzare le antenne a chi possiede oro usato da investimento senza documenti. L’idea, avanzata tramite emendamenti, è una sorta di regolarizzazione temporanea:
- rivalutazione volontaria del valore dell’oro posseduto al 1° gennaio 2026
- pagamento di una imposta sostitutiva al 12,5% sul valore rivalutato
- in cambio, l’oro risulterebbe “affrancato”, quindi vendibile in futuro con un carico fiscale potenzialmente più razionale rispetto al 26% calcolato in modo penalizzante
Le scadenze ipotizzate, da prendere come traccia finché non ci sono testi definitivi, sono:
- istanza entro il 30 giugno 2026
- versamento con F24 entro il 30 settembre 2026 (si parla anche di rate con interessi)
La procedura, secondo quanto circola, passerebbe da operatori professionali iscritti al registro OAM.
Perché aspettare, in pratica, può essere una scelta intelligente
Se ti riconosci in questo scenario (lingotti o monete, niente fattura, intenzione di vendere), aspettare può avere tre vantaggi molto concreti:
- Prezzi in rialzo: se il mercato resta forte, il valore lordo cresce e anche il netto finale può migliorare.
- Meno pressione fiscale: l’eventuale affrancamento fiscale ridurrebbe il rischio di finire nel 26% “pieno”.
- Più potere contrattuale: con calma puoi chiedere più preventivi, verificare peso e purezza, e pretendere una proposta in linea con la soglia.
Due dettagli pratici che tanti sottovalutano
- Nei compro oro e in gioielleria il prezzo “al grammo” dipende dalla purezza e dai margini, quindi chiedi sempre il calcolo davanti a te, non solo la cifra finale.
- I pagamenti in contanti sono limitati (tipicamente 500 euro), per importi superiori si passa a strumenti tracciabili, in linea con le regole antiriciclaggio.
Cosa fare adesso, senza farsi prendere dalla fretta
Se ti offrono meno di 120 €/g per oro puro da investimento, il messaggio è semplice: fermati, respira, chiedi un secondo parere. E nel frattempo monitora gli aggiornamenti ufficiali, perché finché la misura non è approvata, resta una possibilità, non una certezza. Se invece hai già i documenti d’acquisto, il quadro cambia, e spesso la tassazione riguarda solo il guadagno reale, non tutto l’incasso.




