Eredità e libretti postali: cosa fare per ottenere il rimborso

Dopo un lutto, capita spesso di ritrovare in un cassetto un libretto postale o alcuni Buoni Fruttiferi Postali intestati alla persona scomparsa. In quel momento la domanda è concreta, quasi urgente: come si ottiene il rimborso e quali documenti servono davvero? La risposta passa da Poste Italiane, perché questi strumenti rientrano nell’asse ereditario, anche se seguono regole fiscali particolari.

Cosa succede a libretti e buoni dopo la successione

Libretto postale e BFP entrano nella successione come altri beni mobiliari. La particolarità è che, in linea generale, sono esenti da imposta di successione, un aspetto che spesso sorprende gli eredi.

Nella pratica, chi si presenta allo sportello con documenti incompleti rischia di fare più viaggi del necessario. Per questo molti consulenti suggeriscono di verificare prima che la pratica ereditaria sia stata conclusa presso Poste e che tutta la documentazione sia già allineata.

Come chiedere il rimborso

Per ottenere le somme, gli eredi o i beneficiari devono rivolgersi a un ufficio postale e presentare i documenti richiesti per la successione.

In genere servono:

  • dichiarazione di successione o documentazione equivalente
  • documento d’identità e codice fiscale degli eredi
  • eventuale atto notorio o dichiarazione sostitutiva
  • riferimenti dei libretti o dei buoni da rimborsare

I Buoni Fruttiferi Postali possono essere rimborsati, totalmente o parzialmente, in qualsiasi momento entro i termini di prescrizione. La prescrizione è il limite di tempo entro cui si può far valere il diritto al rimborso, che per alcuni titoli può arrivare fino a 10 anni dalla scadenza. Le modalità di pagamento dipendono anche dalla disponibilità di cassa dell’ufficio.

Il Buono Soluzione Eredità

Per chi conclude una successione in Poste esiste il Buono Soluzione Eredità, pensato proprio per i beneficiari. Ha durata di 4 anni, rendimento predefinito a scadenza e possibilità di rimborso totale o parziale. Inoltre resta esente da bollo fino a 5.000 euro di valore complessivo, secondo la normativa vigente.

Attenzione all’ISEE e ai bonus

Dal 5 marzo 2025 c’è una novità utile sul fronte ISEE: fino a 50.000 euro per nucleo familiare, tra libretti postali, BFP e titoli di Stato, possono essere esclusi dal patrimonio mobiliare ai fini del calcolo. Non è un rimborso, ma può aiutare nell’accesso a prestazioni sociali.

Da non confondere con il Bonus Cultura 2026, che riguarda i giovani e non ha relazione con successioni o rimborsi postali.

Se in famiglia ci sono più eredi, la divisione delle somme va gestita con attenzione. Portare allo sportello un fascicolo completo, e chiedere subito conferma su scadenze e prescrizioni, è spesso il modo più semplice per evitare ritardi e sbloccare il rimborso senza intoppi.

Redazione Pontina News

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