Oro nei vecchi elettrodomestici: dove si trova davvero e cosa sapere

Apri un cassetto a caso, salta fuori un vecchio cellulare, magari pure una scheda di una lavastoviglie cambiata chissà quando. L’oro nei vecchi elettrodomestici c’è, solo che non sta nelle parti grosse e pesanti, ma quasi sempre nelle componenti elettroniche.

Dove si nasconde davvero

Quando si pensa a un elettrodomestico, vengono in mente motore, scocca metallica, viti, fili e poco altro. L’oro assicura contatti elettrici stabili, sfruttando la sua conducibilità e la resistenza all’ossidazione.

Per questo tende a raccogliersi in alcune zone ben definite:

  • smartphone e computer, soprattutto dentro scheda madre, CPU, RAM, connettori e contatti
  • televisori, nelle schede di alimentazione e di controllo
  • lavatrici e lavastoviglie, nei moduli elettronici interni
  • forni a microonde, nelle schede che ne gestiscono il funzionamento
  • caldaie e climatizzatori, nelle centraline elettroniche di gestione
  • piccoli elettrodomestici digitali, ad esempio alcune macchine da caffè automatiche

scheda elettronica

Quanto oro c’è davvero

Dentro i singoli apparecchi le quantità sono molto ridotte. Il recupero comincia ad avere un senso solo su scala industriale, quando entrano in gioco grandi quantità di rifiuti elettronici.

  • da circa 100 vecchi telefonini si riescono a recuperare, più o meno, 25 grammi di oro, e insieme saltano fuori anche argento e rame
  • da 1 tonnellata di schede elettroniche in media si tirano fuori più o meno 0,24 kg di oro e 0,35 kg di argento

I valori effettivi possono cambiare a seconda di modello, anno di produzione, qualità dei componenti e stato del materiale.

Come capire quali parti possono valere davvero

Prova a dare un’occhiata soprattutto a questi elementi:

  • presenza di una scheda elettronica
  • connettori, pin o contatti molto sottili
  • circuiti di comando digitali, piccoli display, sensori vari
  • componenti informatici, tipo memorie o processori

motori, resistenze, scocche in metallo e cavi spessi

Perché il fai da te non conviene

Recuperare i metalli preziosi dalle schede richiede processi meccanici, chimici e metallurgici gestiti come si deve. Vuol dire separare i vari materiali, maneggiarli in condizioni di sicurezza e stare dentro regole ambientali ben definite.

Il fai da te può esporre a rischi concreti:

  • sostanze che corrodono
  • fumi dannosi
  • rendimento reale molto basso
  • smaltimento dei rifiuti gestito in modo irregolare

Portare tutto ai centri autorizzati RAEE oppure ai negozi che ritirano l’usato con formula uno contro uno quando compri un prodotto equivalente. In Italia sono attive filiere riconosciute come Erion WEEE ed ERP Italia, con tassi di recupero fino al 95-99,9%, a seconda dei materiali e dei processi usati.

Smaltire bene conviene più di quanto sembri

Nel 2022, solo in Italia, sono state raccolte oltre 361.000 tonnellate di RAEE, e dai materiali recuperati è arrivato un valore stimato di circa 170 milioni di euro. Il Bonus Elettrodomestici 2025, le detrazioni collegate alla rottamazione e vari incentivi locali, a volte includono sconti sulla TARI o servizi per la cancellazione certificata dei dati.

Quando un apparecchio elettronico non ti serve più, non buttarlo via. In una scheda nascosta dentro si possono recuperare materiali preziosi e ridurre gli sprechi.

Redazione Pontina News

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