Nel 2026, l’aiuto non arriva sotto forma di sconto immediato alla pompa, ma attraverso agevolazioni fiscali, buoni carburante e crediti d’imposta rivolti a categorie ben definite.
La misura che interessa più lavoratori
Per chi lavora come dipendente, spesso il canale più concreto sono i buoni carburante che il datore di lavoro può dare come benefit. In sostanza l’azienda può riconoscere somme non tassate entro certi limiti.
Per il 2026, in base alle informazioni circolate finora, i limiti indicati sono i seguenti:
- fino a 1.000 euro per i dipendenti che non hanno figli a carico
- fino a 2.000 euro per chi ha figli a carico, inclusi quelli adottivi o in affido
Queste somme possono essere usate per coprire:
- benzina
- gasolio
- GPL
- metano
- ricariche elettriche, anche alle colonnine aziendali o pubbliche
Di solito spunta un buono, una card, oppure un accredito gestito dall’ufficio HR o dall’amministrazione paghe. Vale la pena chiedere come viene erogato, insomma, e se lo danno tutto insieme o a pezzi durante l’anno.
Perché alle aziende conviene
Questo tipo di sostegno non è un obbligo. Il datore di lavoro può decidere se attivarlo oppure lasciar perdere. Rimane interamente deducibile e, dal punto di vista fiscale, risulta più vantaggioso.
In pratica vuol dire questo: a parità di costo per l’azienda, il dipendente può portarsi a casa un beneficio più alto rispetto a una normale voce in busta paga, che viene tassata.
I crediti d’imposta per autotrasporto e pesca
Oltre ai lavoratori dipendenti, ci sono realtà in cui il costo del carburante incide sui margini. In questi casi arrivano i crediti d’imposta.
Per gli autotrasportatori, è previsto un contributo pari al 28% della spesa per il gasolio acquistato nel trimestre, riferito ai veicoli Euro 5 o superiori. Le spese vanno dimostrate con fatture e calcolate senza considerare l’IVA. Per il 2026 lo stanziamento previsto ammonta a 608 milioni di euro.
Per le imprese, e in particolare per chi lavora nel comparto ittico, si parla invece di un credito collegato alle maggiori spese di carburante sostenute tra marzo e maggio 2026 rispetto a quanto pagato a febbraio. Per chi è nella pesca, l’agevolazione può arrivare fino al 20%. Il credito si dovrebbe poter usare in compensazione entro la fine dell’anno, molto dipenderà dal decreto attuativo che è ancora in arrivo nelle prossime settimane.
E le famiglie?
Per i cittadini, al momento si parla di un possibile aiuto destinato ai nuclei con ISEE fino a 15.000 euro, che potrebbe essere gestito tramite strumenti simili alla carta “Dedicata a te”. L’aiuto riguarderebbe il carburante e un sostegno legato ai beni essenziali.
Le risorse aggiuntive per la social card, quei 130 milioni, vanno viste un po’ così, in questa prospettiva. Per ora, però, ha più senso parlare di scenario ancora in costruzione. E poi restano i prezzi dei carburanti, che cambiano a seconda della zona, del tipo di distributore e del momento del mercato.
Come capire se ti spetta davvero
Tre controlli:
- Dipendente: chiedi alla tua azienda se ha in programma buoni carburante o altri fringe benefit per il 2026.
- Impresa o autotrasporto: tieni da parte le fatture ben compilate e dai un’occhiata con attenzione ai requisiti tecnici dei mezzi.
- Famiglia: segui i canali ufficiali di Ministeri, Agenzia delle Entrate, INPS o Comune per capire se escono istruzioni pratiche da seguire.
Gli aiuti riguardano chi riesce a usare strumenti già strutturati, come il welfare aziendale o i crediti d’imposta. Prima di fare affidamento su un rimborso è necessario attendere i provvedimenti ufficiali e controllare requisiti, scadenze e modalità di domanda.




