C’è un momento, di solito in soffitta o in fondo a un armadio, in cui apri una vecchia valigia rigida, senti odore di metallo e carta, e ti rendi conto che non hai davanti solo un oggetto, ma un pezzo di storia. E sì, a volte quel pezzo di storia può trasformarsi in denaro vero, anche parecchio.
Perché alcune macchine da scrivere valgono così tanto
Il mercato del collezionismo vintage è diventato sorprendentemente vivace. Le macchine da scrivere piacciono perché sono belle da vedere, funzionano senza elettricità, fanno quel suono inconfondibile e, soprattutto, raccontano un’epoca. Quando poi il modello è legato a un marchio iconico, o a un design riconoscibile, il valore può salire rapidamente.
Non è magia né nostalgia fine a sé stessa, è un mix di rarità, domanda e condizioni. E la differenza tra “oggetto carino” e “pezzo ricercato” spesso sta in dettagli che molti ignorano.
I modelli più ricercati (e quanto possono valere)
Se c’è un nome che accende subito l’interesse dei collezionisti è Lettera 22. L’Olivetti Lettera 22 è considerata una vera icona del design italiano, usata anche da scrittori celebri come Pier Paolo Pasolini. In buone condizioni, funzionante e ben conservata, la sua quotazione tipica è tra 500 e 800 euro. Se però parliamo di esemplari rari, con colorazioni particolari, serie meno comuni o condizioni quasi perfette, non è affatto strano superare i 1.000 euro.
Accanto a lei, restano molto ricercati anche i marchi storici e riconoscibili al primo sguardo:
- Hermes (soprattutto alcune portatili eleganti e robuste), spesso apprezzate per la qualità costruttiva
- Underwood, amatissima da chi cerca macchine “da romanzo”, pesanti e scenografiche
- Remington, un grande classico, con modelli che possono attirare collezionisti e appassionati di meccanica
Anche macchine meno rare, se tenute bene, possono valere tra 300 e 500 euro. Il punto è che molti esemplari sono arrivati fino a noi malconci, quindi una buona conservazione diventa, paradossalmente, una forma di rarità.
I cinque fattori che fanno davvero la differenza
Quando provi a capire se hai tra le mani un affare, ragiona come un perito, non come un nostalgico. Ecco cosa pesa di più sul prezzo:
- Rarità del modello: tirature limitate, colori insoliti ed edizioni speciali alzano le quotazioni
- Marchio e designer: alcuni nomi hanno un valore intrinseco, anche solo per reputazione e storia, come Olivetti
- Condizioni: deve essere funzionante, pulita, senza ruggine evidente, crepe o parti mancanti
- Accessori originali: custodia, manuale, nastri d’epoca e documentazione possono aumentare il valore anche del 30-50 percento
- Provenienza e documentazione: scontrini, certificati, note di proprietà o una storia verificabile aumentano desiderabilità e prezzo
Come stimare il valore senza farsi illusioni
Il trucco più semplice è confrontare non gli annunci, ma le vendite reali. Su piattaforme come eBay, ad esempio, ha senso filtrare per oggetti “venduti”, perché lì vedi quanto qualcuno ha davvero pagato.
Per non perdere tempo, prepara questa mini scheda prima di cercare confronti:
- marca e modello esatti (spesso indicati sul frontale o su una targhetta)
- condizioni estetiche (graffi, ingiallimenti, cromature)
- stato di funzionamento (tasti, carrello, ritorno, nastro)
- accessori presenti (custodia, manuale)
- foto nitide da più angolazioni
Cosa fare prima di venderla (senza rovinare tutto)
Qui ci si gioca il valore. Pulire va bene, “restaurare” a caso molto meno. Meglio:
- rimuovere polvere con pennello morbido e panno asciutto
- evitare prodotti aggressivi sulle parti stampate o cromate
- non forzare tasti bloccati, meglio un controllo professionale
- conservare ogni accessorio, anche un nastro vecchio può interessare
Se la tua macchina da scrivere è ben tenuta, completa e di un modello desiderato, non è affatto esagerato pensare che possa valere centinaia di euro, e in alcuni casi oltre mille. La cosa bella è che spesso la fortuna era già lì, chiusa in una custodia, in attesa che qualcuno la riaprisse.




