C’è un momento, quando si parla di divise e gradi, in cui la curiosità prende il sopravvento su tutto: “Sì, ma quanto entra davvero in tasca ogni mese?”. La risposta, nel caso del maresciallo, non è un numero secco. È un mix di anzianità, grado, indennità e persino del tipo di servizio svolto. E proprio qui sta la parte più interessante.
La cifra di partenza, quella che tutti vogliono sapere
All’inizio della carriera, un maresciallo dei Carabinieri si colloca in genere tra 1.600 e 1.800 euro netti al mese. È la base, la “quota fissa” che dà l’idea del punto di partenza.
Poi, però, succede qualcosa di molto concreto: anno dopo anno, incarico dopo incarico, lo stipendio tende a crescere. E la crescita non è solo lineare, perché entrano in gioco scatti, progressioni di grado e voci accessorie.
Stipendio netto mensile per grado (e perché cambia tanto)
Una delle cose che sorprende di più è quanto conti la posizione gerarchica. A parità di impegno, il sistema retributivo premia responsabilità e seniority. Ecco una panoramica indicativa degli importi netti mensili:
| Grado | Stipendio netto mensile |
|---|---|
| Maresciallo | €1.600 – €1.800 |
| Maresciallo ordinario | €1.700 – €1.900 |
| Maresciallo capo | €1.750 – €1.950 |
| Maresciallo maggiore | €1.850 – €2.050 |
| Maresciallo maggiore (8+ anni) | €1.900 – €2.100 |
| Luogotenente | €2.000 – €2.200 |
| Luogotenente C.S. | €2.100 – €2.300 |
In pratica, già passando da maresciallo “base” a profili più avanzati, il salto si sente. E per chi supera una anzianità di servizio importante, spesso oltre i 15 anni, la forbice può arrivare a 2.000 fino a 2.500 euro netti mensili.
Da cosa dipende davvero lo stipendio: i fattori che fanno la differenza
Se immagini lo stipendio come un puzzle, la paga base è solo il pezzo centrale. Attorno ci sono altri tasselli che, messi insieme, cambiano molto il risultato finale:
- Anzianità di servizio: con il tempo arrivano progressioni e riconoscimenti economici. Non è solo “restare”, è crescere nel ruolo.
- Grado ricoperto: più responsabilità, più coordinamento, più gestione, più compenso.
- Posizioni di comando e specializzazioni: incarichi operativi, funzioni particolari o competenze specifiche possono aumentare la retribuzione.
- Indennità aggiuntive: missioni, trasferte, reperibilità, attività straordinarie, sono voci che possono pesare parecchio.
- Sede di servizio: alcuni contesti, più complessi o impegnativi, possono essere associati a trattamenti accessori più favorevoli.
La parte interessante è che questi fattori raramente arrivano da soli. Di solito si sommano, e quando succede il totale mensile cambia faccia.
Quando si può superare quota 3.000 euro al mese
Qui entra in gioco la domanda “proibita”, quella che molti fanno sottovoce: si può arrivare oltre 3.000 euro mensili? In alcuni casi sì, soprattutto per profili più esperti, con indennità consistenti e un volume significativo di straordinari o attività fuori sede.
Non è la norma per tutti e non è un traguardo “automatico”. Però è realistico pensare che, combinando:
- anzianità elevata,
- grado superiore,
- incarichi con responsabilità,
- compensi accessori ricorrenti,
il totale possa crescere in modo sensibile.
Come leggere questi numeri senza farsi ingannare
Un dettaglio che spesso confonde è la differenza tra “stipendio” e “guadagno complessivo”. Il primo è la base, abbastanza prevedibile. Il secondo dipende dal mese, dalla sede, dal tipo di servizio, dalle esigenze operative.
Se vuoi un criterio semplice, pensa così: la carriera determina la traiettoria, le indennità determinano l’accelerazione. E alla fine, quello che “guadagna davvero” un maresciallo è la somma di entrambi.




