Ti è mai capitato di rientrare a casa, appoggiare la mano sul termosifone, sentirlo bollente e pensare, “ok, sta funzionando”… mentre in realtà stai scaldando soprattutto il muro, le tende, o peggio ancora l’aria intrappolata? È uno di quegli errori talmente comuni che non ci fai caso, finché non arriva la bolletta del riscaldamento e ti sembra raddoppiata senza motivo.
L’errore banale che “mangia” calore (e soldi)
L’errore più frequente è coprire i termosifoni, anche solo in parte: con un copritermosifone decorativo, con tende lunghe che li “abbracciano”, con il divano appoggiato davanti, o con asciugamani messi ad asciugare.
Sembra innocuo, quasi pratico. In realtà spezza il meccanismo con cui il termosifone scalda davvero la stanza: la convezione, cioè l’aria che si scalda, sale e mette in movimento quella più fredda. Se blocchi quel flusso, succede una cosa molto concreta:
- il termosifone continua a lavorare, spesso più a lungo
- la stanza si scalda più lentamente (o non raggiunge mai la temperatura desiderata)
- tu alzi il termostato o lasci acceso più ore
- la bolletta cresce, e non di poco
Non è magia nera, è fisica domestica. E sì, in certe case questo può portare facilmente a consumi quasi doppi rispetto a un impianto “libero di respirare”, soprattutto se hai già un isolamento mediocre o un impianto non bilanciato.
La prova pratica che puoi fare oggi
Vuoi un test semplice? Scegli un termosifone “coperto” e liberalo completamente per un giorno. Poi confronta la sensazione nella stanza:
- il calore arriva prima
- la temperatura è più uniforme
- spesso puoi tenere la manopola più bassa
È uno di quei cambiamenti che non costano nulla e ti fanno subito capire quanto calore stavi sprecando.
Cosa fare subito, senza cambiare impianto
Ecco una mini checklist concreta, di quelle che ti salvano davvero a fine mese:
- Lascia almeno 20 cm liberi davanti al termosifone, evita mobili a contatto e tende che lo coprono.
- Se puoi, applica pannelli riflettenti dietro al radiatore su pareti esterne, per ridurre la dispersione verso il muro.
- Spolvera le alette e pulisci dietro, la polvere isola e frena lo scambio termico.
- Se senti gorgoglii o zone fredde in alto, fai lo spurgo: l’aria intrappolata riduce la resa.
- Usa bene le valvole termostatiche, una stanza poco usata non deve essere a 21 gradi “per abitudine”.
Piccoli gesti, ma sommati fanno una differenza enorme, soprattutto nelle case dove il riscaldamento resta acceso molte ore.
“Allora li cambio”: quando conviene davvero sostituire i caloriferi
Cambiare i termosifoni ha senso se stai anche rendendo l’impianto più efficiente, per esempio passando a una pompa di calore o a un sistema ibrido, oppure sostituendo il generatore con uno più moderno. Il motivo è semplice: i nuovi generatori lavorano meglio a temperature più basse, e alcuni radiatori vecchi potrebbero essere sottodimensionati.
Qui però arriva la parte che molti scoprono tardi: nel 2026 non esiste un “bonus termosifoni” specifico.
Incentivi 2026: la regola che quasi tutti sbagliano
La sostituzione dei termosifoni da sola in genere non dà diritto all’incentivo energetico. Per rientrare nelle detrazioni, deve essere collegata a interventi sull’impianto termico, come la sostituzione del generatore di calore.
In pratica, puoi sfruttare detrazioni come Ecobonus o il bonus ristrutturazione (Bonus Casa), ma con condizioni precise.
| Intervento nel 2026 | Incentivo tipico | Note chiave |
|---|---|---|
| Termosifoni + intervento sull’impianto (generatore) | Detrazione IRPEF | In 10 rate annuali |
| Prima casa (Bonus Casa) | 50% fino a 96.000 € | Detraibili 48.000 € in totale |
| Seconda/terza casa | 36% | Sempre in 10 quote |
| Pompa di calore o ibrido | 50% (spesso fino a 30.000 €) | Alternativa frequente |
| Conto Termico 3.0 | fino a 65% | Domanda al GSE entro 60 giorni |
Esempio pratico: con una spesa di 20.000 euro, la detrazione al 50% significa 10.000 euro recuperati, cioè 1.000 euro all’anno per 10 anni.
Attenzione anche ai pagamenti: serve un metodo tracciabile, tipicamente il bonifico parlante. E i termosifoni elettrici, in alcuni casi, possono rientrare nel bonus mobili solo se c’è una ristrutturazione edilizia già avviata.
Il punto finale, quello che ti fa risparmiare davvero
Se oggi vuoi tagliare la bolletta, inizia dal gesto più banale e più sottovalutato: non soffocare i termosifoni. Poi, se stai pensando a una sostituzione, ragiona come fanno i tecnici bravi: non a “pezzi”, ma come sistema, generatore, corpi scaldanti e regolazione insieme. È lì che il comfort aumenta e i consumi scendono sul serio.




