Ti arriva un SMS mentre sei in fila al supermercato. Lo leggi di corsa e ti si accende una lampadina: “rimborso”, “bonus”, “pratica bloccata”. È proprio in quel mezzo secondo, quando la mente corre più veloce del buon senso, che molte truffe fanno centro. E sì, oggi il filone più sfruttato è quello dei bonus fiscali e crediti d’imposta, perché sono complicati, pieni di eccezioni, e spesso legati a scadenze che mettono ansia.
Il messaggio “classico” che ti ruba i dati (ed è sempre uguale)
Il copione è quasi sempre lo stesso, cambia solo il nome del bonus: Superbonus 110%, Bonus Facciate, Bonus Cultura. Il messaggio si presenta come una notifica di “bonus, rimborso o pratica in sospeso” e contiene tre ingredienti micidiali:
- Promessa di vantaggio: “Sblocco del tuo credito Superbonus”, “Rimborso Bonus Facciate”, “Bonus Cultura 2026 da 500-1000 euro”.
- Urgenza artificiale: “Entro 24 ore o perdi il diritto”, “Ultimo giorno utile”, “Evita sanzioni”.
- Richiesta immediata: “Clicca qui”, “Inserisci codice fiscale/OTP”, “Conferma al telefono con ‘Sì’”.
Arriva via SMS, email, WhatsApp, oppure tramite chiamate di finti call center che imitano toni e parole di enti noti, come Agenzia delle Entrate, INPS o Ministero della Cultura. Il punto non è solo farti cliccare, è spingerti a consegnare codice fiscale, credenziali, SPID, IBAN, o un codice OTP che apre la porta ai tuoi account.
Perché proprio i bonus? Il contesto perfetto per il phishing
Queste truffe sfruttano una realtà semplice: molti bonus sono un labirinto, e tanti cittadini non sanno con certezza a che punto sia una pratica, se ci siano “sblocchi”, se serva un documento in più. In più, alcune misure cambiano di frequente, e l’idea di “scadenza vicina” rende tutto più credibile.
Tecnicamente parliamo di phishing, cioè l’arte di fingere un’identità autorevole per ottenere dati. Solo che qui la leva emotiva è ancora più forte: la promessa di soldi, o la paura di perderli.
Frodi reali collegate: non sono “piccole truffe”
Oltre ai messaggi che puntano ai dati personali, esistono anche frodi strutturate sui crediti fiscali. Sono state riportate operazioni con sequestri e indagini su crediti fittizi e lavori inesistenti, legati in particolare al Superbonus 110%, con casi citati in diverse aree (come Chieti, Imola, Bologna, Lucca) e numeri enormi. Anche sul Bonus Facciate sono emerse frodi rilevanti, con società coinvolte e sequestri.
Il dettaglio che deve restare in testa è questo: se ci sono organizzazioni che muovono milioni, è naturale che ci siano anche “pescatori” che cercano il singolo cittadino, rubando accessi e identità per monetizzare.
Check rapido: 9 segnali che il messaggio è una truffa
Quando ti arriva una notifica “importante”, scorri questa lista come fosse una cintura di sicurezza:
- Errori grammaticali o frasi innaturali.
- Mittente ambiguo, numeri strani o indirizzi email improbabili.
- Link accorciati o domini che non sono istituzionali (attenzione: spesso non sono .gov.it).
- Richiesta di dati sensibili (SPID, IBAN, OTP, foto documenti).
- Urgenza e minacce velate (“perdi il diritto”, “sanzioni”).
- Canali insoliti per comunicazioni ufficiali (WhatsApp o SMS “operativi”).
- Linguaggio troppo generico (“la tua pratica”, senza dettagli verificabili).
- Promessa di bonus che non hai mai richiesto.
- Pressione psicologica o richiesta di “conferma sì” al telefono.
La procedura di sicurezza in 30 secondi (che ti salva davvero)
Se senti anche solo odore di truffa, fai così, senza negoziare:
- Non confermare nulla: rispondi solo, se serve, “Inviami comunicazione ufficiale per iscritto”.
- Chiudi la conversazione: riattacca, elimina, blocca.
- Verifica tu solo su canali ufficiali (agenziaentrate.gov.it, inps.it, cultura.gov.it).
- Richiama tu un numero preso dal sito ufficiale, mai quello nel messaggio.
Cosa fare se hai cliccato (o inserito dati)
Capita. L’importante è reagire subito: cambia password, avvisa la banca se hai inserito IBAN o autorizzazioni, controlla accessi SPID, e segnala a Polizia Postale o Guardia di Finanza. Più segnalazioni arrivano, più è facile fermare campagne in corso.
La regola d’oro, alla fine, è quasi banale: i bonus veri non scappano in 24 ore, le truffe sì.




