Ti è mai capitato di fare i conti con la spesa, le medicine o una bolletta improvvisa e pensare, “basterebbe un piccolo aiuto, ma stabile”? Ecco, la Carta Acquisti nasce proprio per questo: non è un bonus una tantum, ma un sostegno semplice, regolare, e spesso sottovalutato.
Cos’è davvero la Carta Acquisti (e quanto vale)
La Carta Acquisti è una carta prepagata gratuita che viene caricata con 40 euro al mese, erogati in pratica come 80 euro ogni due mesi, per un totale annuo di 480 euro. È pensata per due categorie precise in condizioni di disagio economico:
- over 65
- famiglie con figli sotto i 3 anni
Non è una carta “da tenere nel cassetto”: è utilizzabile per spese quotidiane, quelle che pesano davvero quando il bilancio è tirato.
Come funziona la ricarica: quando arrivano gli 80 euro
Qui conviene essere pratici. La ricarica avviene ogni due mesi e di solito nei mesi dispari (gennaio, marzo, maggio e così via). Gli accrediti sono gestiti da Poste Italiane, quindi la carta si ritira e si usa nel circuito postale con regole molto chiare.
Se hai già la carta e noti un “vuoto” in un bimestre, spesso la causa non è un mistero: nella maggior parte dei casi manca un ISEE aggiornato o c’è un controllo in corso.
Dove si può usare (e dove no)
La carta è fatta per acquistare, non per prelevare. In altre parole, niente contanti allo sportello o al bancomat: la logica è aiutare su beni e servizi essenziali.
Puoi usarla per:
- spese alimentari nei negozi convenzionati del circuito Mastercard
- farmacie e parafarmacie per prodotti ammessi
- pagamento di bollette luce e gas presso gli uffici postali
In più, c’è un dettaglio che molti scoprono tardi: in diversi esercizi convenzionati è previsto uno sconto del 5% (con esclusioni, ad esempio su alcune categorie specifiche di farmaci). E per chi ne ha diritto può aprirsi anche la porta a tariffe elettriche agevolate, un vantaggio che, nel tempo, si sente.
Chi può riceverla nel 2026: requisiti principali
La misura, introdotta nel 2008, è stata confermata anche per il 2026 dal MEF, con soglie aggiornate secondo l’inflazione. La parola chiave qui è ISEE: senza quello, tutto si blocca.
I requisiti 2026 ruotano attorno a limiti ISEE, reddituali e patrimoniali. In generale, possono fare domanda cittadini italiani, UE, familiari, o stranieri con permesso di soggiorno o status di rifugiati, purché iscritti all’anagrafe.
| Categoria | Soglia ISEE 2026 | Altri vincoli frequenti |
|---|---|---|
| Nuclei con minori sotto i 3 anni | 8.230,81 euro (in alcune fonti 8.230,31) | patrimonio mobiliare sotto 15.000 euro, limiti su auto e utenze |
| Over 65 | 8.230,81 euro | vincoli patrimoniali e su immobili posseduti |
| Over 70 | 8.230,81 euro | redditi complessivi non oltre 10.974,42 euro |
Tra i vincoli patrimoniali ricorrenti rientrano, per esempio, il patrimonio mobiliare entro soglia, la presenza di non più di una utenza elettrica e gas domestica, e limiti su auto e proprietà immobiliari. Sono paletti pensati per indirizzare il beneficio a chi è davvero in difficoltà.
Come richiederla (o rinnovarla senza perdere una ricarica)
Se sei già beneficiario, spesso il rinnovo è automatico, ma con una condizione fondamentale: presentare in tempo la DSU per avere l’ISEE 2026 aggiornato. Se ritardi, può scattare una sospensione e rischi di vedere saltare un accredito.
Per una nuova domanda, invece, il percorso tipico è:
- compilare il modulo aggiornato (disponibile sui canali informativi MEF e Poste)
- allegare i documenti richiesti
- consegnare e attendere l’esito
- in caso di approvazione, ricevere l’invito a ritirare carta e PIN alle Poste
La carta è gratuita, senza commissioni, e una volta attiva diventa un piccolo “pilastro” bimestrale. Non risolve tutto, certo, ma quando arriva al momento giusto, fa la differenza tra rinunciare e respirare un po’.




