Ti sarà capitato di vedere quel titolo che promette un “nuovo buono fruttifero” in arrivo, con rendimenti da non perdere. Anch’io, la prima volta, ho pensato a un prodotto inedito, magari legato a qualche “bonus” del 2026. Poi ho iniziato a ricostruire il puzzle, e la sorpresa è stata un’altra: spesso non c’è nessun buono nuovo, c’è una confusione tra strumenti completamente diversi.
Perché si parla di “nuovo buono” (ma non è proprio così)
Nel 2026 non risulta un nuovo buono fruttifero specifico collegato a “collezionismo” o “bonus”. Quello che succede, molto più banalmente, è che alcune ricerche e articoli mischiano:
- i Buoni Fruttiferi Postali (BFP), cioè strumenti di risparmio emessi tramite Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste,
- il Bonus Cultura 2026, che invece è un credito digitale da spendere in attività culturali, senza alcun rendimento finanziario.
Due mondi diversi, con obiettivi diversi. Capito questo, tutto torna.
Buoni Fruttiferi Postali: cosa sono e perché piacciono ancora
I BFP restano popolari per tre motivi molto pratici: semplicità, percezione di sicurezza, orizzonte lungo. In più hanno alcune caratteristiche fisse che vale la pena ricordare:
- tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi,
- imposta di bollo 0,20% annuo, con esenzione sotto i 5.000 euro (in base alle regole applicabili),
- nessuna commissione di sottoscrizione,
- possibilità di acquisto in ufficio postale o online (se abilitati).
Se ti stai chiedendo “quanto rende davvero”, il punto chiave è uno: il rendimento dipende dal tipo di buono e soprattutto da quanto a lungo lo tieni.
Le opzioni BFP più citate per il 2026 (durata e rendimenti lordi)
Qui sotto trovi una mappa, utile più per orientarsi che per fare calcoli al centesimo, perché i tassi possono aggiornarsi.
| Tipo di Buono | Durata | Rendimento lordo annuo (circa) |
|---|---|---|
| Rinnova 4 anni | 4 anni | ~1,50% |
| Tassi crescenti | fino a 20 anni | 0,75% fino a 3% |
| Dedicato ai minori | fino alla maggiore età | fino a 5% |
| Indicizzato all’inflazione | 10 anni | 0,60% + rivalutazione FOI |
| 3×4 | max 12 anni | step (1%, 1,5%, 2,25%…) |
| 100 (4 anni) | 4 anni | fino a 3% |
| Ordinario | 20 anni | circa 2,50% |
| Breve termine | 6 mesi+ | 1,25%–1,50% |
Il messaggio nascosto tra le righe è semplice: i buoni “premiano” la pazienza. Se li svincoli presto, spesso il vantaggio si assottiglia parecchio.
“Quanto rende davvero” significa: guardare il netto (e il bollo)
Un tasso lordo, per esempio 1,50%, non è quello che ti resta in tasca. Dal rendimento vanno considerati:
- tasse sugli interessi (12,5%),
- imposta di bollo (0,20% annuo) se dovuta,
- il fatto che la crescita effettiva può dipendere dalla capitalizzazione e dalle finestre temporali previste dal prodotto.
Risultato? Su importi medi, l’utile annuo può sembrare “piccolo” rispetto alle aspettative create dai titoli. Eppure, per chi vuole parcheggiare liquidità con un orizzonte chiaro, può avere senso.
Chi può richiederli (e come)
Qui la risposta è lineare: in generale i Buoni Fruttiferi Postali sono sottoscrivibili da residenti in Italia, senza vincoli ISEE. Si possono richiedere:
- in ufficio postale,
- online tramite canali digitali Poste (per chi è abilitato).
Il consiglio più concreto è anche il più noioso: verificare i tassi aggiornati al momento della sottoscrizione, perché è lì che cambia tutto.
Bonus Cultura 2026: utile, ma non è un investimento
Il Bonus Cultura 2026 non produce interessi perché non è un prodotto finanziario. È un credito digitale da spendere in cultura, e c’entra più con la tua lista desideri che con il tuo portafoglio investimenti.
Le due carte previste sono:
- Cultura Giovani: 500 euro, per nati nel 2008 (18 anni nel 2026), con ISEE sotto 35.000,
- Del Merito: 500 euro, per chi prende 100/100 o lode al diploma entro i 19 anni (con ISEE sotto 35.000).
Domanda tipica: “posso trasformarlo in soldi o farlo fruttare?” No, è un credito di spesa. Si richiede con SPID sulla piattaforma del Ministero della Cultura, indicativamente dal 31 gennaio al 30 giugno 2026, e si usa entro il 31 dicembre 2026.
Come non cadere nella trappola della confusione
Se stai cercando rendimento, guarda i BFP e confrontali con alternative di risparmio, partendo da concetti base come l’inflazione e l’orizzonte temporale. Se stai cercando un bonus, il Bonus Cultura è un’altra cosa, preziosa, ma non “fruttifera”.
Alla fine la risposta alla domanda iniziale è questa: il “nuovo buono” spesso non è nuovo, e non è un bonus. È una scorciatoia narrativa. Tu però, con due controlli fatti bene, puoi trasformarla in una scelta consapevole.




