Il metodo semplice per estrarre oro dai rifiuti elettronici che sta facendo discutere

Apri un cassetto, trovi due vecchi telefoni, un caricabatterie rotto e magari una scheda elettronica dimenticata. La domanda nasce subito, c’è davvero oro lì dentro? Sì, ma il modo più serio per recuperarlo non passa da esperimenti casalinghi, passa dalla filiera formale dei RAEE, cioè i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche trattati in impianti autorizzati.

Perché i rifiuti elettronici sono così interessanti

Nei dispositivi elettronici si usano metalli preziosi perché conducono bene l’elettricità e resistono all’ossidazione. Per questo una tonnellata di rifiuti elettronici può contenere oltre 10 volte più oro di una tonnellata di minerale aurifero naturale.

I numeri aiutano a capire il fenomeno:

  • da circa 100 vecchi telefoni si possono recuperare circa 25 grammi d’oro, 250 grammi d’argento e fino a 9 kg di rame
  • da 1 tonnellata di schede elettroniche si possono estrarre in media circa 0,24 kg di oro e 0,35 kg di argento

Naturalmente i valori possono cambiare in base al tipo di dispositivo, all’anno di produzione e allo stato dei componenti.

Il metodo che funziona davvero

Chi lavora nel riciclo lo sa bene, il recupero efficace non si fa sul tavolo di casa con acidi improvvisati. I processi industriali separano, triturano e trattano i materiali in condizioni controllate, con sistemi progettati per recuperare metalli preziosi e ridurre i rischi ambientali.

Oggi esistono soluzioni molto avanzate:

  • processi industriali con efficienze che arrivano fino al 99,9% per alcuni metalli
  • materiali assorbenti innovativi, come le nanofibrille proteiche, con capacità molto elevate di catturare ioni d’oro
  • il metodo ROMEO sviluppato da ENEA, che ha mostrato rese fino al 95%

Sono risultati importanti, ma vanno letti con attenzione: l’efficienza dipende sempre dal materiale trattato e dall’impianto utilizzato.

Come smaltire i dispositivi senza sbagliare

La scelta più utile è semplice:

  • telefoni, piccoli elettrodomestici e accessori presso isole ecologiche o negozi aderenti
  • frigoriferi, lavatrici e grandi apparecchi tramite ritiro dedicato o centro comunale
  • TV e monitor nella raccolta RAEE specifica

Molti negozi offrono il ritiro uno contro uno e, per i piccoli dispositivi, anche uno contro zero. Secondo dati diffusi da operatori come ERP Italia, il recupero di materia può arrivare a livelli molto alti, intorno al 95%.

Se hai vecchi dispositivi in casa, il gesto più intelligente non è smontarli, ma consegnarli nel posto giusto: è lì che il loro valore torna davvero in circolo.

Redazione Pontina News

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