Apri un cassetto, trovi un vecchio libretto postale e ti chiedi se quei soldi siano ancora lì. Se per almeno 10 anni non è stata fatta alcuna movimentazione e il saldo supera 50 euro, quel rapporto può essere considerato dormiente. Non significa che il denaro sparisca, ma che viene trasferito in un fondo dedicato gestito nell’ambito della Cassa Depositi e Prestiti.
Quando un libretto diventa dormiente
La regola di base è semplice: un libretto di risparmio postale entra nella categoria dei dormienti quando resta inattivo per dieci anni consecutivi. Per inattivo si intende l’assenza di operazioni o richieste utili a mantenerlo “vivo”.
In pratica, chi si occupa di risparmio familiare lo sa bene: spesso questi libretti emergono durante un trasloco, una successione o il riordino dei documenti di casa. Ed è proprio lì che conviene fermarsi un attimo e verificare.
C’è una scadenza per recuperare i soldi?
La domanda più comune è questa: entro quando bisogna riscuotere? In base alla disciplina sui rapporti dormienti, non c’è una scadenza finale rigida oltre la quale il titolare o gli eredi perdono automaticamente ogni possibilità di richiesta. Però muoversi presto è la scelta più prudente.
Agire tempestivamente serve per tre motivi:
- trovare più facilmente la documentazione
- evitare errori nella ricostruzione della posizione
- gestire con meno difficoltà eventuali pratiche ereditarie o di identificazione
Su aspetti come importi effettivamente recuperabili, interessi o tempi di lavorazione, il risultato può variare in base al caso concreto, allo stato della pratica e ai controlli richiesti.
Come verificare se il libretto è recuperabile
Il primo passo è consultare i canali ufficiali di Poste Italiane e, se necessario, quelli collegati al fondo dei rapporti dormienti. Oggi molte verifiche possono partire anche online, spesso tramite SPID.
Di solito servono:
- documento di identità
- codice fiscale
- dati del libretto
- per gli eredi, documenti di successione o atto notorio
Quanto tempo serve
Se la documentazione è completa, la procedura può chiudersi in alcune settimane o pochi mesi. Nei casi con eredi, libretti molto vecchi o dati incompleti, i tempi possono allungarsi.
La mossa più utile, quando salta fuori un vecchio libretto, è non rimetterlo nel cassetto. Una verifica presso Poste o sui portali ufficiali chiarisce subito se si tratta di un semplice risparmio dimenticato o di una pratica da riattivare con qualche documento in più.




