Bollo auto, possibili aumenti: ecco quanto potrebbe cambiare la tassa sul veicolo

Al momento, però, con quello che si sa adesso, non risultano indicazioni davvero chiare su aumenti generalizzati del bollo nel 2026.

Cosa si sa davvero sui possibili cambiamenti

Quando si tira in ballo la tassa automobilistica, da una regione all’altra le regole possono non essere le stesse, e molte delle novità fiscali di cui si sente parlare riguardano in realtà gli incentivi per l’acquisto o il cambio dell’auto, non il bollo in sé.

Al momento, lo scenario più cauto che si può tracciare è questo:

  • nessuna conferma ufficiale di aumenti generalizzati del bollo auto per tutti i veicoli
  • agevolazioni per i veicoli storici
  • spostamento delle risorse pubbliche verso industria, ricerca, retrofit e mobilità elettrica, e meno verso bonus nazionali per l’acquisto

ACI, portali regionali e uffici competenti sul territorio.

Dove oggi si punta l’attenzione, tra auto storiche e youngtimer

La parte tangibile delle novità tocca il collezionismo storico. Il punto è capire se il veicolo finisce dentro le riduzioni o nelle esenzioni.

Per ora le regole principali confermate sono queste:

Veicoli tra 20 e 29 anni

Se il mezzo ha già un riconoscimento storico valido, il bollo può essere scontato del 50% a livello nazionale. In alcune zone, le regole locali possono prevedere ulteriori agevolazioni, ad esempio in Veneto o in Toscana.

Veicoli con più di 30 anni

Per i veicoli che hanno superato i trent’anni si parla di esenzione totale oppure di una tassa di circolazione fissa, dovuta solo se il mezzo viene effettivamente usato su strada. In alcune regioni, come Lombardia, Emilia-Romagna, Calabria, Valle d’Aosta e Trento, sono previste soluzioni legate anche alla cosiddetta Lista Salvaguardia ACI.

Questa lista riguarda in particolare alcune youngtimer, cioè auto non proprio d’epoca ma già viste come storiche, costruite in anni recenti.

Non è solo una questione di età: servono anche i documenti giusti

Non basta che l’auto sia vecchia per pagare meno. Per avere le agevolazioni, spesso viene richiesto il Certificato di Rilevanza Storica, chiamato di solito CRS, oppure l’iscrizione al Registro ACI Storico.

Il CRS attesta che il veicolo ha caratteristiche di interesse storico e collezionistico.

Senza questa documentazione le riduzioni rischiano di saltare.

Altri modi per risparmiare se ti piace collezionare

Oltre al bollo, chi ha la passione per le collezioni tende a dare un occhio anche ad altre spese:

  • IPT ridotta intorno ai 51,65 euro per chi ha più di trent’anni
  • polizze RC dedicate che, in certi casi, possono partire da circa 100 euro l’anno, con costi che cambiano in base al profilo del conducente, alla compagnia e alle condizioni del contratto

Sono importi indicativi, ma possono cambiare da zona a zona.

Cosa controllare

Puoi fare tre controlli molto semplici:

  1. controlla l’anno della prima immatricolazione
  2. vedi se il veicolo ha il CRS o risulta iscritto a un registro riconosciuto
  3. da’ un’occhiata alla normativa della tua regione

Per il 2026, al momento, non ci sono basi solide per dire che il bollo aumenterà di sicuro per tutti; per le auto storiche contano sgravi, esenzioni e una certificazione. Prima di pensare a possibili rincari, ha senso controllare i documenti del veicolo.

Redazione Pontina News

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