Da luglio è cambiato qualcosa per chi vive di arte, antiquariato e oggetti da collezione. Nel mondo del collezionismo, la novità più evidente è una riduzione dell’IVA.
Cosa succede davvero dal 1° luglio 2025
Il cambiamento riguarda l’aliquota IVA, che scende al 5% in alcuni casi specifici che interessano:
- opere d’arte
- oggetti da collezione
- oggetti di antiquariato
Qui si entra nel mondo delle cessioni interne, delle importazioni e degli acquisti intracomunitari, cioè quelli tra operatori di Paesi UE.
Questa riduzione, però, non funziona sempre allo stesso modo.
Quando vale il 5% e quando salta
L’aliquota ridotta entra in scena solo se non si applica il regime del margine. Questo regime è diffuso tra commercianti e calcola l’imposta solo sul margine di guadagno e non sull’intero prezzo di vendita.
Più nel dettaglio:
- chi rientra nella nuova agevolazione, in sostanza, si ritrova con un carico fiscale
- chi lavora con il regime del margine continua a seguire le sue regole
- chi offre servizi collegati al settore, per esempio certe lavorazioni artistiche o di produzione, non in tutti i casi riesce a sfruttare il 5%
Nella pratica, molti operatori questo controllo lo fanno già prima di emettere fattura o chiudere una vendita importante: danno un’occhiata alla natura del bene, al codice doganale o merceologico e al regime IVA corretto.
Collezionisti occasionali, non tutto è reddito imponibile
C’è poi un aspetto che riguarda chi vende ogni tanto, senza continuità. La sentenza CGT Lazio n. 4823/2025 ha precisato che le plusvalenze ottenute dalla vendita saltuaria di opere d’arte non diventano automaticamente tassabili ai fini IRPEF se non c’è una reale finalità speculativa o imprenditoriale.
Se di tanto in tanto vendi un pezzo della tua collezione, questo da solo non ti fa diventare un operatore economico.
- quanto spesso avvengono le vendite
- come viene gestita e impostata l’attività
- l’idea di guadagnarci in modo continuativo e strutturato
attività occasionale e attività professionale non coincidono.
E i bonus per Partita IVA?
Tra le misure di cui si sente parlare più spesso ci sono:
- agevolazioni per chi apre una nuova Partita IVA, con aliquote più leggere nel regime forfettario se si rientra nei requisiti previsti
- contributi e varie forme di sostegno come l’ISCRO
- incentivi collegati a certi investimenti e ai beni strumentali, ad esempio quelli previsti nelle aree ZES
- Art Bonus, che riguarda il sostegno alla cultura e non è una tassa legata al collezionismo
Dalle informazioni disponibili non emerge un aumento fiscale mirato al collezionismo o ai bonus destinati ai professionisti.
Come capire se questa novità c’entra davvero con te
- Che tipo di bene stai vendendo o comprando
- Se ti stai muovendo con il regime del margine oppure con quello ordinario
- Se la tua attività rientra in qualcosa di saltuario oppure è proprio il tuo lavoro
Quando il dubbio riguarda opere d’arte, pezzi d’antiquariato o beni da collezione, è consigliabile verificare con il proprio commercialista o consulente fiscale fattura, tipo di bene e regime usato.
La lezione pratica è: dietro ai titoli il cambiamento, oggi, non è un rialzo indistinto delle tasse, ma una agevolazione mirata. Chi lavora nel settore, o chi colleziona, ha interesse a guardarsi le regole nel dettaglio: è il regime giusto applicato al caso giusto.




