100.000 lire Caravaggio con firma Fazio: quanto può valere oggi

Rovistando in un vecchio portadocumenti, in mezzo a ricevute ingiallite e tessere che ormai non servono più a nessuno, spunta fuori una banconota da 100.000 lire. In faccia ti guarda Caravaggio, i colori sono ancora vivi e, accanto alle firme, c’è il nome Fazio.

La risposta è che può andare da poche decine di euro fino a cifre anche più alte. Conta da come è messa, alla serie a cui appartiene, fino alle eventuali stranezze o particolarità del numero di serie.

Perché questa banconota interessa i collezionisti

La 100.000 lire Caravaggio è tra le banconote italiane dell’ultimo periodo della lira. È piuttosto grande, 156 x 77 mm, con una grafica in prevalenza azzurra, punteggiata da tonalità arancioni, e fa parte delle emissioni degli anni 1994, 1995 e 1997, dove compaiono diverse combinazioni di firme, come Fazio/Speziali e Fazio/Amici.

La tiratura fu piuttosto alta. A volte pesa molto di più riuscire a mettere le mani su un esemplare davvero perfetto, mai passato di mano, con la carta ancora rigida, gli angoli vivi e senza neanche una piegolina. Chi gira per mercatini numismatici o segue le aste lo sa: due banconote che a prima vista sembrano identiche possono finire con valutazioni molto diverse solo per un filo di usura lungo il bordo.

Quanto può valere oggi, concretamente

Senza una perizia fatta dal vivo non c’è una cifra fissa, ma si possono comunque indicare fasce indicative, da confrontare poi con i cataloghi e con le vendite più recenti:

  • Esemplare circolato, con pieghe ben visibili, segni d’uso o qualche piccolo difetto: di solito intorno ai 15 a 35 euro
  • Buona conservazione: più o meno sui 35 a 70 euro
  • SPL o quasi FDS: indicativamente tra 70 a 120 euro
  • FDS, cioè Foglio Di Stato, senza pieghe: tra 120 e 200 euro

Queste cifre possono variare in base al momento, all’interesse dei collezionisti per quella variante e al canale con cui si vende, che sia asta, negozio specializzato o trattativa privata.

Il fattore davvero decisivo: la conservazione

Tra chi si occupa di banconote, FDS vuol dire che il pezzo sembra appena uscito dalla stampa, senza il minimo segno. In certi cataloghi compaiono anche scale come la Sheldon: in origine pensata per le monete, ogni tanto viene tirata in ballo anche per le banconote come riferimento di qualità.

Dai un’occhiata a:

  • pieghe al centro o agli angoli
  • macchie, aloni o segni di sporco
  • strappi o piccole abrasioni
  • carta ancora rigida e croccante, non morbida o cedevole
  • margini ben conservati e colori vividi

Firma Fazio, serie e numeri speciali

La firma di Fazio fa riconoscere la banconota a chi va a caccia delle ultime emissioni in lire. Però la firma, da sola, non è sufficiente a trasformare un biglietto normale in qualcosa di raro.

Possono avere un peso maggiore:

  • serie particolari
  • numeri di serie bassi
  • sequenze ripetute o palindromi
  • eventuali difetti di stampa
  • classificazioni presenti in cataloghi specializzati, come il Crapanzano

Come controllarla prima di venderla

Prima di pubblicarla o portarla in negozio, fai tre controlli veloci:

  1. Non lavarla e non stirarla.
  2. Fotografa fronte, retro e numero di serie con una luce decente.
  3. Controlla firme e data sui cataloghi più recenti, oppure fai dare un’occhiata a un numismatico che faccia questo di mestiere.

Per una stima, guarda le aste recenti e senti il parere di un perito specializzato in cartamoneta.

Una 100.000 lire Caravaggio con firma Fazio può rimanere una banconota da pochi euro, oppure trasformarsi in un pezzo che nel mondo dei collezionisti inizia a dire qualcosa. Prima di farti un’idea basandoti solo sul nome stampato, fermati un attimo su stato, serie e numero.

Redazione Pontina News

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