Succede spesso così: ti sembra di fare “tutto giusto”, poi all’improvviso il cane inizia a tirare al guinzaglio, abbaiare di più, ignorare i richiami o diventare inquieto quando resti fuori casa. E la cosa più frustrante è che, a guardarla bene, il problema non è un singolo comando sbagliato. È un errore molto più silenzioso, quello che si infiltra nelle giornate senza farsi notare.
L’errore più comune, quello che rovina tutto
Il problema numero uno nella routine del cane è la mancanza di costanza. Non parlo solo di “insegnare il seduto”, ma di un filo logico che si spezza: oggi una regola vale, domani no. Oggi si insiste, domani si lascia correre. E il cane, che vive di segnali ripetuti, smette di capirci qualcosa.
In pratica, è come se ogni giorno cambiasse lingua. Non è testardaggine, è confusione.
Come si presenta la mancanza di costanza (e perché fa danni)
La cosa insidiosa è che la mancanza di costanza assume forme diverse, e spesso convivono.
Mancanza di coerenza familiare
Se in casa ognuno interpreta le regole a modo suo, il cane riceve messaggi contrastanti. Ecco esempi tipici:
- una persona lo fa salire sul divano, un’altra lo sgrida
- qualcuno lo premia quando abbaia “perché è buffo”, qualcun altro lo rimprovera
- il richiamo “vieni” a volte porta a coccole, a volte alla fine del gioco
Il risultato è un cane che prova strategie a caso, perché non riesce a prevedere cosa succederà. E quando non può prevedere, si agita.
Addestramento saltuario
Un cane non “capisce” un comando perché lo ha sentito cinque volte in un weekend. Lo interiorizza quando la richiesta è chiara e ripetuta in modo stabile, con un buon condizionamento.
L’errore classico è allenarsi solo quando “c’è tempo”, e poi pretendere affidabilità quando serve davvero. Invece bastano 5-10 minuti al giorno, ma tutti i giorni, con micro obiettivi semplici.
Isolamento o iperstimolazione
Ci sono due estremi che creano problemi diversi ma collegati:
- isolamento: poche uscite, poca socialità, poche esperienze, e poi compaiono paure, ansia e reazioni esagerate
- iperstimolazione: giornate caotiche, troppi stimoli senza una struttura, e il cane resta sempre “acceso”, incapace di rilassarsi
Senza una routine stabile, il disagio non si scarica, si accumula.
Assenza di lavoro cognitivo e routine “vuota”
La sola passeggiata non basta sempre, soprattutto per cani giovani, energici o molto intelligenti. Se manca un minimo di lavoro cognitivo, il cane si inventa un lavoro da solo, spesso scomodo per noi: distruggere, inseguire, abbaiare, controllare tutto.
E quando la routine è incoerente, questi comportamenti non solo persistono, ma rischiano di diventare cronici.
I segnali che ti stanno dicendo “mi manca stabilità”
Prova a fare un check mentale. Se ne riconosci almeno due o tre, la costanza è probabilmente il punto debole:
- comandi eseguiti solo quando il cane “ne ha voglia”
- aumento di abbaio, irrequietezza o ricerca continua di attenzione
- difficoltà a restare solo, anche per pochi minuti
- passeggiate stressanti, con tiro al guinzaglio e scarsa attenzione
- regressioni improvvise, come se avesse “dimenticato” tutto
Come rimettere ordine, senza stravolgere la vita
Non serve diventare istruttori, serve diventare prevedibili. Ti lascio una struttura semplice, concreta, che funziona perché è sostenibile.
1) Scegli 3 regole e rendile uguali per tutti
Esempio: salire sul letto sì o no, mendicare a tavola sì o no, entrare in cucina sì o no. Poche regole, ma chiare.
2) 5-10 minuti al giorno di educazione vera
Pochi esercizi, fatti bene. Alterna:
- richiamo
- seduto o resta
- attenzione sul nome
- camminata calma per 20 passi
3) Inserisci mini routine cognitive
Ogni giorno una cosa semplice:
- ricerca di crocchette in casa
- gioco olfattivo con un asciugamano annodato
- problem solving con un kong o simili
4) Proteggi i momenti di calma
Programma momenti senza richieste, senza rumori, senza eccitazione. La calma, per molti cani, va insegnata come un comando.
La verità che cambia prospettiva
Quando la routine è incoerente, gli errori si sommano e i problemi comportamentali sembrano “misteriosi”. Quando invece diventi costante, succede una magia molto concreta: il cane smette di indovinare e inizia a fidarsi. E da lì, quasi tutto diventa più facile, per lui e per te.

