C’è un momento preciso in cui te ne accorgi: apri la moka, guardi dentro la caldaia e quel velo biancastro ti fa pensare, “Ecco perché il caffè ultimamente sa meno di casa e più di acqua”. Tranquillo, ci sono passato anche io, e la buona notizia è che riportarla pulita davvero richiede pochi minuti e ingredienti semplicissimi.
Perché la moka si “incrosta” (e cosa cambia nel caffè)
Quella patina chiara è quasi sempre calcare, cioè i sali minerali che si depositano quando l’acqua evapora e viene scaldata spesso. Nella moka si concentra soprattutto in tre punti:
- nella caldaia (il serbatoio sotto),
- nel filtro e nella piastrina,
- attorno alla guarnizione.
Risultato? Flusso più lento, piccoli odori “strani” e una tazzina meno pulita al gusto. Non serve farsi prendere dal panico, serve un ciclo di decalcificazione fatto bene.
Il metodo naturale più veloce con aceto bianco
È quello che uso quando voglio un risultato rapido e visibile, senza prodotti aggressivi. L’aceto bianco scioglie i depositi senza maltrattare l’alluminio, se usato con buon senso e risciacqui accurati.
Cosa ti serve
- Acqua
- Aceto bianco
- (Opzionale) Sale fino, solo se le incrostazioni sono tenaci
Procedura passo-passo (10 minuti attivi, poco più in totale)
- Smonta la moka: separa caldaia, imbuto filtro, parte superiore e togli la guarnizione. Sciacqua con acqua tiepida per eliminare residui di caffè.
- Prepara la miscela: nella caldaia versa 2 parti di acqua e 1 parte di aceto bianco. Se vuoi un’azione più delicata, fai 3 parti acqua e 1 di aceto. Per i casi ostinati aggiungi 3 cucchiaini di sale.
- Rimonta senza caffè: inserisci filtro e avvita la parte superiore, ma lascia il serbatoio vuoto di caffè, ovviamente.
- Metti sul fuoco: fai partire la moka come se stessi preparando un caffè. Lascia salire tutta la miscela nella camera superiore.
- Pausa breve: spegni e lascia raffreddare circa 15 minuti, così l’azione anticalcare finisce di lavorare anche nei punti nascosti.
- Svuota e risciacqua: elimina il liquido, poi risciacqua ogni pezzo abbondantemente.
- Ciclo di “pulizia odori”: rifai un ciclo completo con sola acqua per togliere ogni residuo di aceto.
- Asciuga bene: panno pulito o aria, l’importante è non lasciare acqua stagnante.
Se restano aloni, ripeti: spesso la seconda passata è quella che “chiude il lavoro”.
Alternativa senza odori: acido citrico
Quando non ho voglia di sentire anche solo un accenno di aceto, scelgo l’acido citrico. È più neutro e molto efficace.
- Riempi la caldaia d’acqua.
- Aggiungi 2 cucchiaini di acido citrico in polvere.
- Fai un ciclo completo senza caffè.
- Risciacqua e fai un secondo ciclo solo con acqua.
Piccole varianti utili (quando serve un extra)
A volte il problema non è “tutto” calcare, ma un punto specifico.
- Filtro otturato: mettilo in ammollo 30 minuti in acqua bollente e succo di limone, poi spazzolino morbido tra i forellini.
- Guarnizione: lavala dopo ogni uso. Periodicamente passaci un panno inumidito con aceto, poi risciacqua.
- Limone e sale: mezzo limone spremuto, 3 cucchiai di sale e acqua in caldaia, ciclo completo. È una via di mezzo pratica se hai tutto già in cucina.
Manutenzione semplice per non rivedere subito la patina bianca
La regola che mi ha cambiato la vita è una: mai lasciare la moka “a mollo” dopo il caffè.
- Svuota subito, risciacqua e asciuga.
- Fai la decalcificazione 1 o 2 volte al mese, in base a quanto la usi e a quanto è dura l’acqua.
- Pulisci l’esterno con spugnetta morbida, acqua e un goccio di aceto, poi asciuga.
Alla fine, il segnale migliore è uno solo: il caffè torna a uscire fluido, profuma come deve, e la tua moka sembra davvero “respirare” di nuovo.

