9 cause del mal di stomaco

Quel dolore sordo “a nodo”, quel bruciore che sale quando meno te lo aspetti, o quella sensazione di pesantezza che ti fa rimpiangere l’ultimo boccone. Il mal di stomaco spesso arriva così, senza preavviso, e la cosa curiosa è che, molto spesso, la causa è nel piatto, o in come lo riempiamo.

Perché lo stomaco protesta

Lo stomaco non è solo un sacchetto dove finisce il cibo. È un ambiente delicato, fatto per mescolare, sminuzzare e “gestire” acidità e movimento. Quando lo stressiamo con alimenti irritanti, porzioni troppo grandi o combinazioni difficili, lui risponde con bruciore, nausea, gonfiore o dolore.

Le 9 cause principali legate a salute e alimentazione

Qui sotto trovi le più frequenti, quelle che incontro più spesso anche nelle chiacchiere di tutti i giorni, dopo una cena “un po’ troppo”.

  1. Cibi grassi e fritti
    Salumi, carni rosse, formaggi stagionati, fritture: i grassi rallentano la digestione e possono aumentare la permanenza del cibo nello stomaco. Risultato, pesantezza e talvolta bruciore prolungato.

  2. Alimenti acidi
    Pomodori, agrumi, succhi di frutta: se sei predisposto al reflusso, l’acidità in più può amplificare la pirosi (il classico bruciore) e rendere lo stomaco più “sensibile”.

  3. Spezie piccanti
    Peperoncino, curry, pepe e alcune salse piccanti: non sono “cattive” in assoluto, ma possono irritare la mucosa gastrica e scatenare fastidio, soprattutto se già c’è infiammazione.

  4. Bevande gassate
    Le bollicine sembrano innocue, invece possono favorire aerofagia e distensione addominale. Quella pancia tesa che spinge verso l’alto, a volte, si traduce in dolore o reflusso.

  5. Alcol
    L’alcol irrita e può favorire infiammazione. In alcune persone basta poco per sentire bruciore, nausea o una sensazione di “stomaco graffiato”, specialmente a digiuno.

  6. Caffè
    Per molti è un rituale, ma può stimolare la secrezione acida e aumentare la sensibilità gastrica. Se noti che il dolore arriva dopo l’espresso, prova a ridurre quantità, intensità o a non prenderlo a stomaco vuoto.

  7. Lievitati complessi
    Pizza, pane molto lavorato, impasti ricchi: in chi li digerisce con fatica possono dare gonfiore, fermentazione e pesantezza. A volte non è il lievito “in sé”, ma la combinazione di farine, grassi e porzioni.

  8. Cibi confezionati o industriali
    Snack, prodotti ultraprocessati, piatti pronti: spesso sono ricchi di grassi, sale, additivi e ingredienti che rallentano lo svuotamento gastrico. L’effetto può essere una digestione lunga e irritante.

  9. Intolleranze o allergie alimentari
    Lattosio, glutine (nei soggetti celiaci), alcuni cibi crudi o specifici alimenti: quando non vengono tollerati, possono provocare dolore, crampi, gonfiore e infiammazione. Qui vale oro un diario alimentare, perché i segnali non sono sempre immediati.

Il trucco per riconoscere il colpevole

Quando il mal di stomaco è ricorrente, prova a chiederti:

  • È comparso entro 1 o 2 ore dal pasto?
  • È più bruciore (acido) o più peso (digestione lenta)?
  • Succede con un alimento preciso o con porzioni abbondanti?
  • Migliora se mangi leggero per 24 ore?

Sono domande semplici, ma spesso chiariscono molto.

Piccole mosse che fanno la differenza

Senza rivoluzioni, ecco le abitudini che di solito aiutano:

  • Preferisci pasti piccoli e più frequenti, se sei in fase “delicata”.
  • Mastica lentamente, sembra banale, ma cambia davvero la digestione.
  • Scegli cotture leggere (vapore, piastra, forno) e proteine magre.
  • Limita per un po’ alcol, caffè e fritti, poi reintroduci con calma.
  • Sera: porzioni più contenute, così lo stomaco non lavora mentre dormi.

Quando è meglio sentire il medico

Se il dolore è forte, dura giorni, si associa a vomito persistente, sangue, dimagrimento, febbre, difficoltà a deglutire, oppure se sospetti una gastrite o un problema più serio, meglio non aspettare. Il mal di stomaco è comune, ma quando diventa insistente merita una valutazione professionale.

Redazione Pontina News

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