Olio d’oliva: come riconoscere quello autentico al supermercato

Al supermercato tutto comincia da una cosa: l’etichetta.

La prima verifica si fa con gli occhi

Un olio valido, di solito, si capisce già da quello che dice in etichetta. Se trovi scritto solo “olio di oliva”, non hai davanti un extravergine, ma un prodotto fatto con una miscela di oli raffinati e oli vergini. Quando leggi “olio vergine”, la qualità sta un gradino sotto rispetto all’extravergine.

La dicitura da tenere d’occhio è “olio extravergine di oliva”. Ha un peso anche ciò che viene indicato appena sotto:

  • origine delle olive, meglio se indicata per bene, ad esempio 100% italiano
  • nome del produttore o del frantoio
  • campagna di raccolta o una data di produzione abbastanza recente
  • indicazioni come “estratto a freddo” o “spremuto a freddo”
  • eventuali certificazioni DOP, IGP o biologico, legate a regole definite e controlli specifici

Bottiglia, data e dettagli che fanno la differenza

Il contenitore incide. Di solito è meglio una bottiglia scura o opaca, perché la luce tende ad accelerare l’ossidazione.

Anche la data merita un attimo di attenzione. Di solito torna più utile trovare una raccolta recente, o almeno un imbottigliamento che non abbia troppi anni alle spalle. Se manca la data di raccolta ma compare il lotto, hai comunque un pezzo in più del puzzle sulla tracciabilità.

Per quanto riguarda l’acidità, per legge un olio extravergine non può superare lo 0,8%. In etichetta questo dato non è sempre indicato, capita però che ci sia.

Il colore inganna, il profumo molto meno

C’è chi sceglie l’olio solo se è di un verde acceso. In realtà il colore non è una prova affidabile. C’entra la varietà delle olive, quanto sono mature, se l’olio è filtrato o no.

Un extravergine appena fatto può riportare alla mente spesso erba tagliata, carciofo, pomodoro, mandorla. In bocca tende a essere amaro e leggermente piccante, sensazioni che di solito hanno a che fare con la presenza di polifenoli, sostanze antiossidanti naturali.

Al supermercato non si può assaggiare, e allora tocca affidarsi all’etichetta.

Le differenze tra i vari tipi di olio

  • Extravergine: ricavato solo con processi meccanici, con acidità entro i limiti stabiliti
  • Vergine: adatto al consumo
  • Olio di oliva: un mix di raffinato e vergine
  • Olio di sansa: arriva dai residui della lavorazione

Un controllo rapido prima di metterlo nel carrello

  1. assicurati che ci sia scritto “extravergine”
  2. guarda bene da dove arrivano le olive
  3. meglio se è in vetro scuro
  4. controlla che la raccolta o l’imbottigliamento siano piuttosto recenti
  5. nota se sono indicati frantoio, varietà, lotto, certificazioni
  6. stai un po’ in guardia con le etichette vaghe o troppo scenografiche

Quando un produttore indica con chiarezza origine, metodo e freschezza è informazione utile.

Redazione Pontina News

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